Domande frequenti


In cosa consiste la prova disciplinare prevista per i docenti assunti mediante art. 59, comma 4, DL 72/2021?

Il decreto legge 25.05.2021, n. 73 - articolo 59 - "Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali. (G.U. 25.05.2021, n. 123) " prevede che:


6. Nel corso del contratto a tempo determinato i candidati svolgono altresì il percorso annuale di formazione iniziale e prova di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, con le integrazioni di cui al comma 7.

7. Il percorso annuale di formazione iniziale e prova è seguito da una prova disciplinare. Alla prova disciplinare accedono i candidati valutati positivamente ai sensi dell'articolo 1, comma 117, della legge 13 luglio 2015, n. 107. La prova disciplinare è superata dai candidati che raggiungono una soglia di idoneità ed è valutata da una commissione esterna all'istituzione scolastica di servizio.


Nell'articolo 8 del decreto Ministeriale n. 242 del 30/07/2021 sono indicate le modalità di espletamento della prova disciplinare per i docenti assunti mediante art. 59, comma 4, DL 72/2021.

Decreto Ministeriale n. 242 del 30/07/2021

Allegato A - Primaria_Infanzia

Allegato A - Secondaria di primo e secondo grado


09/06/2022 - Aggregazione interregionale delle procedure di cui al decreto ministeriale 30 luglio 2021, n. 242, recante “Procedura straordinaria in attuazione dell’articolo 59, commi da 4 a 9, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73”.



Cosa succede in caso di valutazione negativa del periodo di formazione e prova?

L’art. 1 comma 119 della legge 107/2015 prevede che in caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente ed educativo è sottoposto ad un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile.

Il DM 850 all’articolo 14 prevede inoltre che:

“Nel secondo periodo di formazione e di prova è obbligatoriamente disposta una verifica, affidata ad un dirigente tecnico, per l’assunzione di ogni utile elemento di valutazione dell’idoneità del docente. La relazione rilasciata dal dirigente tecnico è parte integrante della documentazione che sarà esaminata in seconda istanza dal Comitato [di valutazione dei docenti] al termine del secondo periodo di prova”.


Cosa succede se non vengono conseguiti i 180 giorni (di cui 120 di attività didattica) e/o i corsi di formazione?

L’anno di prova è rinviabile senza limiti temporali se il docente non ha prestato i periodi di servizio e di formazione prescritti, sulla base di quanto previsto nel DLgs 297/94, articolo 438 c. 5, per motivazioni quali maternità, aspettativa, congedo o malattia.


Sono in part time, come devo calcolare i giorni di servizio e di attività didattica?


La Nota MIUR prot. n. 36167 del 5 novembre 2015 prevede che "Fermo restando l'obbligo delle 50 ore di formazione previste, i centottanta giorni di servizio e i centoventi giorni di attività didattica sono proporzionalmente ridotti per i docenti neoassunti in servizio con prestazione o orario inferiore su cattedra o posto."

Qual è il ruolo e i quali sono i compiti del tutor?


Nella sezione "Il ruolo del tutor nella formazione Neoassunti":

https://neoassunti.indire.it/2022/approfondimenti/il-ruolo-del-tutor-nella-formazione-neoassunti/

è possibile trovare informazioni sul ruolo e gli adempimenti del tutor, nonché una sezione rivolta alla sua formazione e approfondimenti.

I permessi retribuiti vengono considerati validi ai fini del calcolo dei 180 giorni di servizio?


La legge 107/15 comma 116 prevede che "Il superamento del periodo di formazione e di prova è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni, dei quali almeno centoventi per le attività didattiche."

Nei 180 giorni non vanno quindi considerati:

  • le ferie;

  • le assenze per malattia (compreso l’infortunio);

  • l’aspettativa per motivi familiari o altre aspettative;

  • le vacanze estive;

  • i periodi di congedo di maternità o interdizione dal lavoro (escluso il primo mese);

  • il congedo parentale o di malattia del bambino, anche se retribuiti;

  • i permessi retribuiti o non retribuiti (congedo matrimoniale, permesso per motivi personali, per lutto, legge 104/92…).